La nostra equipe opera nelle aree descritte di seguito.
La sessualità è un aspetto centrale lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, le identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni.
Il Sessuologo clinico è uno psicologo specializzato che offre consulenza, psicoeducazione, diagnosi e psicoterapia delle disfunzioni e problematiche sessuali.
Accoglienza, informazione, diagnosi e sostegno relativamente a diversi ambiti di intervento nel singolo e nella coppia: disfunzioni sessuali (disturbo del desiderio, disturbo dell'eccitazione, anorgasmia, dispareunia, vaginismo, eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, disturbi dell’erezione); problematiche sessuali nelle varie fasi del ciclo vitale (adolescenza, età adulta, età matura); qualità della vita sessuale e benessere sessuale; varianza e incongruenza di genere nell’infanzia, adolescenza ed età adulta; benessere sessuale, relazionale e psicologico delle persone LGBTQIA+; interessi sessuali atipici; infezioni a trasmissione sessuale; infertilità, sterilità, PMA (procreazione medicalmente assistita); fasi del ciclo di vita della donna (gravidanza, parto, menopausa); abuso e violenza sessuale; contraccezione e aborto; aspetti di malattie fisiche e mentali correlate alla sessualità, impatto dei farmaci sulla funzione sessuale, impatto delle disabilità fisiche ed evolutive, masturbazione, dipendenze affettive e sessuali, ipersessualità, immagine corporea; progettazione e conduzione di interventi di educazione sessuale e all'affettività per scuole, operatori e utenti che lavorano in strutture pubbliche e private (consultori familiari, centri per il disagio giovanile, comunità...).
Nell’ambito della sessuologia clinica, sono possibili i seguenti interventi: consulenza, sostegno psicologico, psicoeducazione e psicoterapia.
Per comprendere alcuni comportamenti individuali è importante conoscere l'ambiente in cui la persona è vissuta, le trame di relazioni significative di cui essa è parte, le regole della famiglia di appartenenza. Rilevanti sono le modalità comunicative e il funzionamento all'interno del contesto familiare.
Il sintomo assume un significato comunicativo e non viene visto, come accade in molti paradigmi, esclusivamente dal punto di vista del singolo individuo che ne è il portatore. In chiave sistemica il malessere e il disagio del singolo vengono ridefiniti dal terapeuta come l'espressione di un dolore che affligge tutto il contesto di relazioni significative.
Il lavoro terapeutico è indirizzato al cambiamento di quelle dinamiche relazionali disfunzionali che bloccano il singolo come tutto il sistema, restituendo benessere e funzionalità a tutti i membri; si imparano nuovi modi di comunicare e facendo leva sulle proprie risorse, il sistema rafforza il proprio funzionamento.
La terapia sistemico-relazionale è consigliata anche nei casi di separazione o divorzio familiare, quando la conflittualità nella coppia genitoriale genera sofferenza psicologica nei figli e il sintomo comunica difficoltà nella funzione genitoriale di protezione dei figli. Tutto il sistema ne risente e tutti sono vittime. L'obiettivo della terapia diventa quello di consentire ai genitori di sviluppare nuove strategie comunicative e, anche quando non sono più coppia, di riappropriarsi del loro ruolo educativo e di guida nel processo di crescita emotiva e psicologica dei figli. Lo sviluppo di queste nuove abilità dei genitori permette al figlio di liberarsi dal sintomo.
La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è un approccio psicoterapeutico che combina due modalità di trattamento: la terapia cognitiva e la terapia comportamentale. È basata sull'idea che i pensieri, le emozioni e i comportamenti sono interconnessi e che modificando i pensieri disfunzionali e i comportamenti negativi, è possibile migliorare il benessere emotivo e la qualità della vita di una persona.
Principi della TCC:
Pensieri Disfunzionali: La TCC aiuta i pazienti a identificare e modificare i pensieri negativi e irrazionali che influenzano negativamente le emozioni e i comportamenti.
Comportamenti Maladattivi: Si lavora per sostituire i comportamenti problematici con comportamenti più sani e adattivi.
Auto-monitoraggio: I pazienti imparano a monitorare e registrare i propri pensieri, emozioni e comportamenti per acquisire consapevolezza dei pattern negativi.
Tecniche di Rilassamento e Risoluzione dei Problemi: La TCC include strategie per gestire lo stress e affrontare le difficoltà in modo più efficace.
Benefici della TCC:
Riduzione dei Sintomi di Depressione e Ansia: La TCC è molto efficace nel trattare disturbi depressivi e d'ansia, aiutando i pazienti a sviluppare strategie per gestire i sintomi e migliorare il loro umore.
Trattamento di Disturbi Alimentari: Può essere utilizzata per affrontare i comportamenti disfunzionali associati a disturbi alimentari come l'anoressia, la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata.
Gestione dello Stress e dei Problemi Relazionali: Aiuta le persone a sviluppare capacità di coping per gestire lo stress e migliorare le relazioni interpersonali.
Efficacia a Breve e Lungo Termine: La TCC è spesso una terapia a breve termine, ma i pazienti possono continuare a utilizzare le tecniche apprese per mantenere i miglioramenti nel tempo.
In sintesi, la TCC offre strumenti pratici e basati sull'evidenza per aiutare i pazienti a modificare pensieri e comportamenti negativi, promuovendo il benessere emotivo e la qualità della vita.
La psicologia dello sport è un settore della psicologia applicata che studia gli aspetti psicologici, sociali, pedagogici e psico-fisiologici che influenzano e sono influenzati dalla prestazione nello sport e dalla partecipazione all'esercizio fisico. Trova le sue radici sia nella psicologia che nelle scienze delle attività motorie e sportive ed ha un carattere multidisciplinare, facendo propri profondi contributi provenienti da altre discipline (medicina, sociologia, pedagogia, filosofia, igiene, biomeccanica...).
GLI OBIETTIVI IN AMBITO SPORTIVO CHE SI POSSONO RAGGIUNGERE SONO:
GESTIONE DEL TALENTO
LA PAURA DEL SUCCESSO/INSUCCESSO
DISCIPLINA E CONSAPEVOLEZZA
GESTIONE DELL'INCERTEZZA
MENTALHEALT
LA CRESCITA DELL'ATLETA DI OGNI ETA' E LIVELLO E DEI SISTEMI CHE GRAVITANO INTORNO A LUI.
SI OCCUPA NELLO SPECIFICO DI:
PROMOZIONE DELLA SALUTE E DELLA CULTURA SPORTIVA
CONSULENZA INDIVIDUALE: MENTAL TRAINING
CRESCITA DI UN GRUPPO SPORTIVO
SOSTEGNO ED INTEGRAZIONE AL LAVORO DELLO STAFF.
Oltre al lavoro con atleti o squadre di alto livello, la psicologia dello sport rivolge la propria attenzione a quegli aspetti legati alla pratica sportiva che non sono direttamente mirati al conseguimento di un obiettivo agonistico, ma alla relazione tra pratica sportiva e miglioramento della qualità della vita nelle diverse fasi dello sviluppo, dall’infanzia, all’adolescenza, alla giovinezza, all’età adulta e senile.
Al classico concetto di well-being (la salute fisica, mentale, sociale e spirituale) si è aggiunto quello di wellness, che riconosce alle persone la responsabilità di mantenersi in soddisfacente salute attraverso la dimensione dell’EMPOWERMENT. Un processo attivo mediante il quale le persone prendono consapevolezza della possibilità di ottenere una vita ricca di salute, gioia, obiettivi e realizzazione personale e prendono decisioni in questo senso. Per facilitare la persona nel percorso di empowerment, sia nella scelta iniziale del cambiamento, sia nelle fasi successive di mantenimento, è importante tener conto di diversi fattori: personalità, contesto di vita, specifiche esigenze di salute, relazioni affettive, vissuti emotivi, abitudini e bisogni.
La bellezza è uno dei più profondi bisogni dell’anima umana.
La psicologia estetica indaga in toto il mondo della bellezza (medicina e chirurgia estetica, cosmesi, moda, estetica professionale, etc), si propone di portare alla luce i meccanismi inconsci alla base delle motivazioni e dei bisogni di ogni ‘consumo’ estetico, allo scopo di far vivere la bellezza come una forza di orientamento verso il benessere e l'espressione emozionale. Ci appare bello ciò che ci sembra in grado di poter soddisfare un nostro bisogno o scopo. In questo modo si spiega la diversità individuale, storica e culturale del giudizio di “bello” perché diversi sono i pattern motivazionali delle varie culture e, al loro interno, dei vari soggetti che hanno dunque gusti individualissimi.
Essa vede il corpo e la psiche in un’unità di azione, legate attraverso una connessione profonda tra il mondo interiore ed esteriore.
La pelle, ad esempio, è specchio dell’anima ed eco della mente. Pelle e cervello costituiscono un binomio indissolubile, infatti, essi originano dallo stesso foglietto embrionale. Dunque, non ci sorprende come dermatiti e psoriasi siano uno stato infiammatorio della nostra pelle che deriva dall’esposizione allo stress del nostro cervello. Possiamo affermare che lo stress influenzi negativamente il nostro benessere interiore ed esteriore.
L’estetica è un esercizio al piacere, piacersi per poi piacere agli altri.
Per piacere dobbiamo piacerci, se possediamo una scarsa opinione di noi stessi e non amiamo il nostro corpo, difficilmente riceveremo dei feedback positivi dall’esterno. La vita non avrebbe senso senza il piacere, invece, per molti di noi, la vita tende alla mera correzione dei ‘difetti’. Il realtà la bellezza è l’effetto ultimo, è la parola dell’anima che da concretezza alle proiezioni dello spirito.
Il primo passo è parlare. Troviamo un momento in cui possiamo incontrarci (in presenza o online) e parlare di come ti senti.
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